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Le Ferratelle

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Alzi la mano chi non conosce queste deliziose cialde, emblema della tradizione dell’Abruzzo più vero! Le Ferratelle (anche chiamate “pizzelle” o “neole”) prendono il nome dal tipico attrezzo dentro il quale vengono cotte, un arnese con due piastre di ferro che si chiudono a tenaglia. In passato erano di esclusivo appannaggio delle famiglie nobili che personalizzavano gli stampi con lo stemma del loro casato: sovente facevano parte della dote delle giovani spose. Oggi, accanto al ferro dalla rettangolare forma tradizionale, si trovano in commercio altri tipi di stampi: è possibile realizzarle a cuoricino (spesso utilizzate come decorazione sulle coppe di gelato)…

Le lenticchie simbolo di prosperità

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Le lenticchie sono un vero scrigno di bontà e non solo per il loro caratteristico sapore. Un tempo considerati carne dei poveri, i legumi negli ultimi anni sono stati oggetto di rinnovato interesse e oggi sono apprezzati per le caratteristiche nutrizionali fondamentali per l’alimentazione. Le lenticchie appartengono alla famiglia delle leguminose e sono particolarmente ricche di proteine e di ferro. Il loro uso per l’alimentazione umana risale agli albori della storia, tanto da essere citate espressamente in un passo della Bibbia (Antico Testamento, Libro della Genesi, 25, 29-34). Si ritiene siano originarie delle regioni temperate del mondo antico dalla Grecia…

Il Parrozzo: la ricetta

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Il parrozzo è certamente il dolce abruzzese più conosciuto. Nasce nel 1926 come versione dolce del “pan rozzo”, il pane rustico dei contadini, ad opera del pasticcere pescarese Luigi D’Amico. Quando Gabriele D’Annunzio riceve in dono questo nuovo dolce è folgorazione immediata. «E’ tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce». (Gabriele D’Annunzio) Con i suoi elogi sperticati, scritti nel nostro dialetto…

La Cicerchiata

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Ecco un dolce facilissimo da preparare, con semplici ingredienti, ma gustosissimo e colorato: la cicerchiata. Una volta era tipico nel periodo del Carnevale, ma ormai ogni occasione è giusta per servire i buoni piatti della tradizione abruzzese. Questa è la nostra ricetta. Ingredienti per la Cicerchiata: Farina bianca (o mista) gr. 400 Uova 3 Olio e.v.o. 1,5 dl Zucchero 40 gr Olio per friggere 500 ml Miele 500 gr Confettini colorati per guarnizione Disporre la farina a fontana, inserendo le uova, il vino bianco, l’olio evo e lo zucchero. Impastare con le mani fino ad ottenere un composto elastico.…

Il vino cotto

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“ Lu vène cotte, lu muscatelle, j’a date a lu cervelle ‘n ze sa che ji fa fa” Questo è il ritornello de “La serenata de lu ‘mbriiche” (G. Cameli – A. Di Jorio), il celebre canto popolare che racconta di un uomo che ha perduto la donna che ama e che, grazie all’effetto di una poderosa bevuta di Vino Cotto, abbandona inibizioni ed orgoglio e si reca sotto la finestra dell’amatissima Maria per implorarla di tornare da lui. Il vino cotto è riconosciuto come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali (P.A.T.) dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Per la tutela…

Festa della Castagna di Senarica 2016

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Questo week end torna la “Festa della Castagna” a Senarica di Crognaleto (TE), giunta alla sua undicesima edizione. Quella che è ormai stata definita come una vera e propria celebrazione della montagna teramana, è l’evento dedicato alla tutela de “lu ‘Nzite”, la pregiata qualità di marrone locale, coltivato nel castagneto che si estende per circa 70 ettari. La piccolissima frazione di Senarica ha un’origine antica risalente al periodo pre-romanico ed un passato leggendario: nel tardo medioevo, autoproclamatasi indipendente e, protetta dalla Serenissima Repubblica di Venezia, diviene la Repubblica più piccola del mondo con una popolazione di nemmeno cento abitanti. Il re…

La Centerba

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L’infusione di cento erbe mediche di montagna per ottenere un distillato da usare come medicamento per il mal di stomaco e problemi intestinali: ecco come nasce la Centerba, il liquore più famoso d’Abruzzo che, della sua terra d’origine, incarna perfettamente le caratteristiche di “forza” e “gentilezza”. Di un intenso colore verde smeraldino, inventato nel 1817 dal farmacista Beniamino Toro di Tocco da Casauria, nei suoi duecento anni di produzione è diventato una vera e propria istituzione, tanto da avvalersi della P.A.T.  (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) come prodotto tipico d’Abruzzo. Anche se viene prodotto un po’ su tutto il territorio (sia in…

Mortadella di Campotosto (I “Coglioni di Mulo”)

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La Mortadella di Campotosto è un prodotto tipico dell’omonima zona a ridosso del grande lago in provincia de L’Aquila, diventato presidio Slow Food  sostenuto dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, teso a salvaguardarne l’unicità e la produzione artigianale ormai affidata a sole due aziende del luogo. Comunemente chiamata “coglioni di mulo” per la forma e per la vendita fatta a coppia, non va confusa con altri salumi simili che si possono trovare in diverse norcinerie del centro Italia,  veri e propri specchietti per le allodole per i turisti. La mortadella di Campotosto è, invece, unica per la qualità…

Capra alla Neretese

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Nereto è un comune situato nel cuore della Val Vibrata, in Provincia di Teramo. Da alcuni anni, grazie soprattutto alla vivace attività del suo Circolo Anziani, “La Capra alla Neretese”, tipica specialità gastronomica di questo territorio, è protagonista di un imperdibile appuntamento di degustazione collettiva che attira tantissimi estimatori di questo piatto dal carattere forte, a base di bocconcini di carne di capra cucinati in umido con il pomodoro  a cui si accompagnano gustosi peperoni fritti. E’ un piatto della tradizione antica, legato alla millenaria attività della pastorizia e la sua ricetta viene tramandata di generazione in generazione. Oggi vi…

Gli arrosticini

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“Sei Abruzzese se, quando conti le pecore, invece di addormentarti ti viene fame” Gli arrosticini sono forse l’emblema dell’Abruzzo intero. Rappresentano il tratto identificativo di un popolo come solo pochissime altre cose possono fare. Quando in Abruzzo si “appiccia la fornacella” si può stare sicuri che verranno preparate le braci per cucinare gli arrosticini. Sono la condivisione del cibo tra amici, sono la definizione più pura e nobile del senso del convivio. Chissà se quegli umili pastori abruzzesi che si spostavano per la transumanza avrebbero mai potuto immaginare che quel povero cibo, uno dei pochi con cui potevano nutrirsi, sarebbe poi…

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