Per le vie del borgo: Villetta Barrea (AQ)

Per le vie del borgo: Villetta Barrea (AQ)

Una terra intatta dal cuore verde, un paesaggio immerso in uno scenario naturale che solo a guardarlo toglie il fiato.

Si chiama Villetta Barrea in provincia de L’Aquila, un piccolo paese del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise di poco più di 600 anime, bagnato dal Lago di Barrea nel quale si immette il fiume Sangro, fiume che attraversa tutto il paese.

Il paese sorge in mezzo al gruppo montuoso dei Monti Marsicani, tra Monte Mattone (1.809 m) e Monte Sterpi d’Alto (1.966 m), circondato da pinete di pino nero.

Villetta Barrea, meta turistica molto conosciuta in tutte le stagioni, è composta da due facce, una più ricca dal punto di vista delle attività commerciali e servizi turistici per i più attivi, e una più tranquilla e riposante (la parte alta del centro storico) nella quale potersi rilassare e godere dei panorami naturali delle montagne e della storia del territorio.

Anticamente il maggior sostentamento per l’economia locale, era la pastorizia transumante che ancora oggi ha lasciato traccia sul territorio attraverso peculiarità culturali, artistiche e sociali.

Oltre alla possibilità di poter visitare musei, è possibile fare passeggiate ed escursioni in mezzo alla natura incontaminata percorrendo itinerari culturali in completa immersione in un territorio unico e straordinario.

Tra una escursione e l’altra è possibile visitare la Chiesa di San Michele Arcangelo, piccola chiesetta situata dentro il cimitero di Villetta, nella località dove una volta fu il famoso monastero di Sant’Angelo in Barreggio; la Chiesetta di San Sebastiano, fuori dall’abitato, su un tratturello che dalla costa del Monte Mattone scende verso il Rione Castello.

Nel cuore di Villetta Barrea si trova il Museo dell’Acqua che ospita un vecchio mulino risalente alla seconda metà del ‘400. Nella sezione dedicata al mulino è possibile ammirarne una riproduzione a grandezza naturale che si avvale dell’originale tramoggia in legno e delle macine.

All’interno della Torre del centro storico, dedicato alla storia della vecchia Parrocchiale Santa Maria Assunta, distrutta dal terremoto della Marsica del 1915, il Museo della Torre Medioevale, mentre nelle sale del cosiddetto “Baraccone”, Il Museo della Transumanza e Bottega del buon gusto, luogo di studio e di documentazione del fenomeno della pastorizia transumante.

E’ semplice raggiungere Villetta Barrea essendo ubicata in una posizione più o meno equidistante dalle tre principali città del centro Italia (Roam, Napoli, Pescara)

Come arrivare a Villette Barrea (AQ)

La leggenda del Castello di Roccascalegna

La leggenda del Castello di Roccascalegna

Quando si guarda un castello, spesso ci s’immagina chissà quali avventure saranno accadute intorno a quella costruzione antica ma di così grande fascino. Questo è proprio l’impressione che suscita il Castello di Roccascalegna. Situato nell’omonimo comune in provincia di Chieti, il Castello si erge su una roccia che si affaccia a picco sul vuoto e dalla cima delle torri è possibile avere una vista mozzafiato.

Di origine medievale, il Castello di Roccascalegna fu costruito nel XI-XII secolo in seguito ad un ampliamento di una torretta di guardia di origini longobarde. E’ delimitato da mura possenti ed è possibile accedervi dal centro del paese attraverso viuzze che portano alla struttura ed alla Chiesa intitolata a S.Pietro. Da qui inizia la scalinata di pietra che porta al cortile del Castello.

Il nome Roccascalegna molto probabilmente deriva proprio da questa scala attraverso la quale era possibile raggiungerlo dal paese (“Rocca con la scala di legno”).

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Un’antica leggenda gira intorno al di Castello di Roccascalegna. Si narra infatti, che nel 1646 il Barone Corvo De Corvis ristabilì la pratica dello “Jus Primae Noctis”. Ogni sposa novella era obbligata a passare la prima notte di nozze con il barone e nessuno poteva opporsi. Un marito particolarmente ardente d’amore, travestitosi da sposa, riuscì a ucciderlo accoltellandolo e buttandolo giù dalla rupe. Narra la leggenda che il Barone, prima di cadere, lasciò la sua impronta di sangue sulla torre d’ingresso e che, pur lavandola, non si sia mai più cancellata. Ancora oggi molti abitanti del paese dicono che sia visibile.

Il Castello per circa tre secoli è stato abbandonato, saccheggiato, è stato preda delle intemperie fino a quando, l’ultima famiglia feudataria lo ha donato al comune di Roccascalegna (nel 1985). In seguito sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione che hanno portato il Castello di Roccascalegna al suo originario splendore.

Attualmente il Castello di Roccascalegna è meta turistica molto gradita ai visitatori e sede di manifestazioni e mostre. Durante il periodo di luglio e agosto è aperto al pubblico tutti i giorni e nel resto dell’anno tutti i fine settimana.

Come arrivare al Castello di Roccascalegna

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Chiesa di San Francesco a Campli

Chiesa di San Francesco a Campli

Tra le quelle francescane in Abruzzo, la Chiesa di San Francesco a Campli è tra quelle più antiche e la cui fondazione risale probabilmente alla fine del 1200. La chiesa risulta tra quelle rarissime non modificate da interventi successivi dando quindi un aspetto del tutto autentico alla struttura.

Secondo la tradizione, l’inizio della costruzione avvenne subito dopo il passaggio di San Francesco d’Assisi, il quale riuscì a far riappacificare delle famiglie di Campli in lotta tra loro per motivi feudali.

san francesco ingresso

La costruzione, in stile romanico, è stata realizzata secondo i canoni di povertà e semplicità come veniva dettato dall’ordine dei francescani.

All’interno della Chiesa di San Francesco a Campli ha due piccole edicole disposte una a sinistra e una a destra dell’ingresso. Quella di sinistra rappresenta la Passione e la Morte di Cristo e quella di sinistra rappresenta la Nascita di Gesù, ambedue adornate da un bellissimo ciclo pittorico risalente alla metà del 1300 di scuola giottesca.

All’esterno la chiesa mostra una terminazione a capanna con, ai lati due contrafforti sporgenti.

Il portale è in pietra bianca calcarea di Ioanella e mostra colonnine e pilastri con, alle estremità capitelli e foglie.

All’interno la chiesa ha una pianta a navata unica ed un coro quadrato, con alte finestre e con  capriate a vista fino al grande arco acuto che introduce il coro, il cui soffitto è a volta a crociera costolata.

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Gli affreschi conservati all’interno della Chiesa di San Francesco a Campli si riferiscono a differenti fasi decorative, tra il XIV ed il XV secolo.

Preziosi affreschi del Trecento decorano le due cappelle che fiancheggiano all’interno il portale di accesso.

Il Crocefisso dipinto su tavola degli inizi del Trecento e le tavole di un perduto polittico raffiguranti la Madonna che allatta il Bambino tra Santi, sono tra le opere di maggior pregio presenti all’interno della chiesa.

Attigua alla chiesa è presente una sezione del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo alla quale si accede attraverso un portale  trecentesco che porta nei locali del convento attiguo. Il Museo è stato ricavato dall’ex chiostro del convento, in parte demolito.

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La Camosciara

La Camosciara

Sono in molti a conoscere il Parco Nazionale d’Abruzzo, splendida cornice naturalistica che ospita  l’uomo e la natura con una attenzione che solo l’Abruzzo sa dare.
Attraverso il meraviglioso scenario del Parco, è possibile ammirare e vivere una esperienza unica: la Riserva integrale della Camosciara.

Originariamente, intorno alla fine dell’800, nacque come riserva del re a tutela di animali in pericolo come L’orso bruno marsicano e il camoscio.

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Il Parco fu istituito comunque nel 1922 e fu riconosciuto come ente pubblico l’anno successivo. La riserva della Camosciara, situata tra Pescasseroli e Villetta Barrea, si presenta con una vallata nella quale è possibile incontrare lupi, camosci, cervi, orsi, linci, nel cuore del parco con boschi fittissimi e pendii ripidi che lo chiudono.

La Camosciara, dal punto di vista morfologico è costituita da rocce calcari e dolomie che, con la loro impermeabilità fanno scivolare l’acqua che scorre lungo i pendii creando cascate e torrenti attraverso foreste di faggio e pino nero. Le acque scorrono fino a valle costruendo così scenari che solo la regione verde d’Europa può mostrare.

All’interno della Riserva della Camosciara è possibile trovare sentieri da percorrere con passeggiate, escursioni, trekking di uno o più giorni alla scoperta di meraviglie naturali e faunistiche.

cascata-delle-tre-cannelleProprio ai piedi delle imponenti pareti rocciose dell’anfiteatro della Camosciara, si trovano le Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle, piccole ma molto suggestive,  così come si può ammirare il percorso botanico attraverso il quale specie di fiori e piante fanno del territorio un contenitore ricco di biodiversità come la Scarpetta di Venere, la più grande orchidea spontanea d’Europa.

Faggeta, salici, maggiociondoli, pini neri, carpini, aceri, frassini, biancospini, peri e meli selvatici, sorbi, rose canine, ginepri. C’è da sbizzarrirsi nel cercare di riconoscerli.

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Un tripudio naturale nel cuore d’Abruzzo.

Come arrivare alla riserva della Camosciara in Abruzzo


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Il Cammino di San Tommaso.

Il Cammino di San Tommaso.

L’Abruzzo ti riempie con le sue bellezze naturalistiche e storiche, ti toglie il respiro ogni volta. Scopri mondi nuovi ma in realtà primitivi. Le antiche civiltà che hanno dominato il territorio abruzzese donano un alone di mistero ed allo stesso tempo accendono un senso di curiosità e di voglia di scoprire. E poi ci sono le vie dello spirito, percorsi mistici alla ricerca di una identità morale e/o religiosa e che donano una pace anche alle anime inquiete.
Come il Cammino di San Tommaso, il percorso che collega Roma e la sua Basilica di San Pietro a Ortona. Un viaggio nel tempo, nell’anima, nel cuore dell’Abruzzo.

Il Cammino di San Tommaso scaturisce dalla presenza delle ossa di San Tommaso, custodite nella Cattedrale di Ortona, presso la quale, dopo una rivelazione, giunse Santa Brigida di Svezia attraverso appunto questo cammino.

Il “dubbio” di Tommaso davanti alla resurrezione di Gesù e quello del monaco brasiliano che vede trasformarsi l’ostia sacra in carne e il vino in sangue (Miracolo Eucaristico) segnano tale Cammino.

Il percorso del Cammino di San Tommaso

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Il viaggio si snoda tra le più importanti tappe di culto e non, e attraversando paesaggi suggestivi tra il Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani, il Parco Naturale dei Monti Simbruini, il Parco Naturale Sirente-Velino, Parco del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco Nazionale della Majella, si può vivere una importante esperienza personale e mistica. Un cammino in cui si fondono natura, spiritualità e fede che incoraggiano un percorso personale di raccoglimento e riflessione.

E’ chiamato “cammino” si, visto che la maggior parte di chi lo percorre lo fa interamente a piedi, ma vengono utilizzati altri mezzi come la bicicletta, la moto e addirittura il cavallo.

La presenza in questi luoghi da percorrere si rende particolare e speciale soprattutto per i fedeli, attraverso il rilascio di un documento chiamato Carta del Pellegrino.

Il Cammino di San Tommaso: un viaggio alla scoperta della natura e dell’anima. Per maggiori informazioni: www.camminodisantommaso.org

 


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Prati di Tivo e la Madonnina

Prati di Tivo e la Madonnina

Pietra Camela è una località in Provincia di Teramo, annoverata già dal 2007 nell’elenco dei borghi più belli d’Italia. Il suo territorio comunale fa parte interamente dell’area del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La sua fama viene accompagnata da una sua frazione: Prati di Tivo, molto  conosciuta come meta turistica soprattutto invernale. Gli impianti sciistici del posto sono tra i più moderni e tecnologici d’Europa.  E’ la prima seggio-cabinovia  costruita in Italia, con stazione intermedia e della lunghezza di 1600 m.  Qui è possibile praticare sport invernali come sci di fondo, alpinismo, snowboard, ciaspolare, sfrecciare con motoslitte o bob. Di tutto e di più. Ma molti non sanno che Prati di Tivo è incantevole anche a primavera e d’estate.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga organizza escursioni con la sua Scuola di Mountain Bike , che permette di imparare a muoversi in zone più accidentate attraverso delle tecniche di guida. Le biciclette possono essere noleggiate sul posto.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPer gli “uomini duri” il Parco Avventura dei Prati di Tivo è il posto ideale per muoversi tra percorsi e itinerari all’interno di un bosco di faggi ad alto fusto. Liane su cui appendersi, reti e passerelle tra gli alberi fanno venir fuori il coraggio e il senso di libertà che c’è in voi.

 

nordic walking abruzzo

Se amate il movimento ma in modo meno irrequieto, il nordic walking fa per voi. Una camminata all’aria aperta utilizzando degli appositi bastoncini simili a quelli dello sci, che accompagnano il movimento delle gambe.

 

roccia con madonnina

Famosa è la Madonnina dei Prati di Tivo, situata a 2000 metri d’altezza, meta di molti pellegrini, raggiungibile a piedi o in cabinovia, e dalla quale è possibile osservare un panorama mozzafiato che si apre sulle valli sottostanti fino anche ai Monti della Laga.

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Come raggiungere i Prati di Tivo


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