Chiesa di San Francesco a Campli

Chiesa di San Francesco a Campli

Tra le quelle francescane in Abruzzo, la Chiesa di San Francesco a Campli è tra quelle più antiche e la cui fondazione risale probabilmente alla fine del 1200. La chiesa risulta tra quelle rarissime non modificate da interventi successivi dando quindi un aspetto del tutto autentico alla struttura.

Secondo la tradizione, l’inizio della costruzione avvenne subito dopo il passaggio di San Francesco d’Assisi, il quale riuscì a far riappacificare delle famiglie di Campli in lotta tra loro per motivi feudali.

san francesco ingresso

La costruzione, in stile romanico, è stata realizzata secondo i canoni di povertà e semplicità come veniva dettato dall’ordine dei francescani.

All’interno della Chiesa di San Francesco a Campli ha due piccole edicole disposte una a sinistra e una a destra dell’ingresso. Quella di sinistra rappresenta la Passione e la Morte di Cristo e quella di sinistra rappresenta la Nascita di Gesù, ambedue adornate da un bellissimo ciclo pittorico risalente alla metà del 1300 di scuola giottesca.

All’esterno la chiesa mostra una terminazione a capanna con, ai lati due contrafforti sporgenti.

Il portale è in pietra bianca calcarea di Ioanella e mostra colonnine e pilastri con, alle estremità capitelli e foglie.

All’interno la chiesa ha una pianta a navata unica ed un coro quadrato, con alte finestre e con  capriate a vista fino al grande arco acuto che introduce il coro, il cui soffitto è a volta a crociera costolata.

Campli_San Francesco_interno

Gli affreschi conservati all’interno della Chiesa di San Francesco a Campli si riferiscono a differenti fasi decorative, tra il XIV ed il XV secolo.

Preziosi affreschi del Trecento decorano le due cappelle che fiancheggiano all’interno il portale di accesso.

Il Crocefisso dipinto su tavola degli inizi del Trecento e le tavole di un perduto polittico raffiguranti la Madonna che allatta il Bambino tra Santi, sono tra le opere di maggior pregio presenti all’interno della chiesa.

Attigua alla chiesa è presente una sezione del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo alla quale si accede attraverso un portale  trecentesco che porta nei locali del convento attiguo. Il Museo è stato ricavato dall’ex chiostro del convento, in parte demolito.

museo arch. campli


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Oratorio di San Pellegrino a Bomanico

Oratorio di San Pellegrino a Bomanico

In provincia dell’Aquila, in una frazione di Caporciano chiamata Bominaco, è situato l’oratorio di San Pellegrino che per i suoi affreschi al suo interno, rappresenta una testimonianza importante della pittura medioevale abruzzese. Nel 1902, infatti è stato dichiarato monumento nazionale.

L’Oratorio di San Pellegrino a Bomanico fa parte di un complesso monastico del quale fa parte la vicina Chiesa di Santa Maria Assunta. È dedicato a San Pellegrino, un martire venerato nella zona, sulla cui tomba, venne costruita una chiesa intorno all’VIII secolo.

L’Oratorio di S. Pellegrino a Bominaco fu edificato nel 1263 per volontà dell’ abate Teodino, a breve distanza dalla chiesa. Sorse sul sito di una più antica costruzione voluta da “Re Carlo” (Carlo Magno o Carlo il Calvo), secondo quanto riportato nell’iscrizione sulla parete di fondo dell’ edificio: A.M. BIS SEXDECIES TERNIS HEC A REGE CARoLO FUDATA AB ABBATE TEODINO

L’edificio è un piccolo ambiente con un’unica navata senza abside e  l’ingresso, nella parte anteriore, è di origini seicentesche.

facciata posteriore

Era riservato ai religiosi che vivevano nel monastero l’altro ingresso, che si trova invece sulla facciata posteriore dell’Oratorio di San Pellegrino. Lateralmente è posto un terzo ingresso mentre sopra la facciata posteriore si erge un campanile a vela.

Oratorio di San Pellegrino – Bomanico

Sei feritoie situate sui lati della navata e i due rosoni posti sulle facciate permettono l’illuminazione.

interno oratorio

All’interno, due balaustre separano  lo spazio riservato ai fedeli e quello riservato ai catecumeni. In una viene rappresentato un drago, nell’altra un grifone.

Entrando ci si trova di fronte ad una serie di affreschi che lasciano senza fiato. Un ciclo di questi rappresenta l’infanzia di Cristo, un altro la Passione, e ancora il Giudizio Universale, storie di San Pellegrino e di altri santi ed una serie sui mesi del Calendario: un tesoro celato in una delle chiese più incantevoli d’Abruzzo.

Oratorio di San Pellegrino – Bomanico

 Come arrivare all’Oratorio di San Pellegrino – Bomanico


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Chiesa di Santa Maria Assunta di Atri

Chiesa di Santa Maria Assunta di Atri

La basilica di Santa Maria Assunta di Atri è la concattedrale della diocesi di Teramo-Atri e il duomo di Atri,  città d’arte dell’Abruzzo, è situtata a pochi chilometri da Pescara e Teramo,

La Chiesa è uno dei monumenti-simbolo dell’Abruzzo, difatti nel 1899, la cattedrale di Atri fu dichiarata monumento nazionale.

La chiesa di Santa Maria Assunta è caratterizzata da diverse fasi costruttive. L’edificio, che nella configurazione odierna risale al XIII – XIV secolo, fu costruito su una chiesa preesistente.



Il portale è opera dello scultore Rainaldo d’Atri. Sopra l’ampio rosone, composto vi è una nicchia contenente una statua in marmo della Madonna con Bambino in trono della fine del Duecento.

Sul lato meridionale della chiesa sono vi sono tre portali che presentano, elementi decorativi di ispirazione romanica e elementi gotici.

Il campanile posto sul fianco settentrionale, risale al 1502 e culmina con una piramide ornata da tasselli in vetro e maiolica.

Il chiostro della chiesa di S. Maria Assunta di Atri è per tre lati costituito da due piani con loggiato realizzati in epoche diverse. Dal chiostro si accede ad una grande cisterna quadrata, della prima metà del III secolo a.C., trasformata nel medioevo in cripta della chiesa e decorata da dipinti del Trecento e del Quattrocento.

La chiesa, internamente, è composta da tre navate coperte con capriate di legno a vista e l’abside con volte a crociera. Lungo le navate dei pilastri le dividono.

S. Maria Assunta di Atri

Nel presbiterio tramite una lastra trasparente è visibile il pavimento a mosaico delle terme romane che si trovavano nel sito oggi occupato dalla chiesa.

Sono di notevole pregio la decorazione del coro, realizzata da Andrea Delitio tra il 1470 ed il 1480 e, lungo le pareti, gli affreschi che  raffigurano le storie di S. Gioacchino e S. Anna e gli episodi della vita di Maria; nella volta a crociera vi sono dipinti gli Evangelisti e i Dottori della chiesa, seguiti da figure femminili, personificazioni delle Virtù, e da tondi contenenti ritratti di personaggi, in posa frontale o di profilo.S. Maria Assunta di Atri

Altri affreschi che raffigurano Santi e martiri sono dipinti sui pilastri delle navate e risalgono al XV secolo.

S. Maria Assunta di Atri

Un’altra scena particolarmente interessante nella chiesa di Santa Maria Assunta di Atri è quella che riproduce il cosiddetto “Incontro dei Tre Vivi e dei Tre Morti“. Essa raffigura  il macabro incontro che tre giovani nobili, seguiti da paggi e cavalli, fanno con tre scheletri usciti dalle tombe.  Il tema, molto diffuso in età medievale, è un monito alla vanità e alla precarietà delle cose del mondo.

Credit foto: Regione Abruzzo (www.regione.abruzzo.it) Trubiani B. (a cura di) Guida di Atri, Edizioni Menabò, Ortona 2003 Atri, Cattedrale di S. Maria Assunta, Incontro dei tre vivi e dei tre morti

Credit foto: Regione Abruzzo (www.regione.abruzzo.it) Trubiani B. (a cura di) Guida di Atri, Edizioni Menabò, Ortona 2003
Atri, Cattedrale di S. Maria Assunta, Incontro dei tre vivi e dei tre morti

La chiesa contiene anche molte opere scultoree e un elegante battistero realizzato e firmato nel 1503 da Paolo de Garviis, al cui interno è custodita una vaschetta in marmo, utilizzata come fonte battesimale. La vaschetta è contornata da quattro leoncini che risalgono il bordo del bacile per abbeverarsi all’acqua battesimale, una rappresentazione insolita e di effetto.

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 Come arrivare alla Chiesa di Santa Maria Assunta di Atri


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Arte Sacra in Abruzzo: Chiesa di Santa Maria del Lago (Moscufo)

Arte Sacra in Abruzzo: Chiesa di Santa Maria del Lago (Moscufo)

La splendida Chiesa di Santa Maria del Lago si trova nel piccolo borgo abruzzese di antiche origini di Moscufo, per il quale rappresenta  certo il suo fiore all’occhiello:

Chiesa di Santa Maria del Lago Moscufo Abruzzo
La chiesa in stile romanico di Santa Maria del Lago fu costruita da monaci benedettini nei pressi di un bosco, il lucus da cui prende il nome, divenuto poi lago. Esisteva sicuramente già nel XII secolo come attesta l’iscrizione della data (1159) presente sull’ambone e nel corso dei secoli ha subìto numerosi lavori di restauro tra cui forse quello più significativo, è il restauro avvenuto nel 1733 nel quale fu rialzato il piano di calpestio, vennero coperti gli affreschi romanici e venne sostituito l’altare maggiore.

La facciata, molto spoglia e semplice, nulla fa pensare al suo interno,  molto elegante e sobrio, con affreschi del XII secolo, purtroppo parzialmente sbiaditi dal tempo e dalla sovrapposizione di altre pitture.

L’interno è composta da tre navate con sei campate, suddivise da da colonne cilindriche con capitelli e pilastri con semicolonne.

Dell’Abbazia antica rimane solo la chiesa principale, presso il cimitero, con pianta longitudinale rettangolare. La facciata a capanna, tipica del periodo romanico, ha solo un oculo centrale e un portale, di struttura molto semplice, a tutto sesto, ornato da girali nei quali si inseriscono simboli degli Evangelisti e dell’Agnus Dei.

La stessa Chiesa di Santa Maria del Lago ospita ancora una pregevole Madonna con bambino su tavola del 1490, attribuita al maestro  ad Andrea de Litio, massimo pittore abruzzese del suo tempo.

Ma di sicuro il vero capolavoro della Chiesa è l’Ambone policromo, del maestro Nicodemo da Guardiagrele, bellissimo esempio di scultura romanica.

Chiesa di Santa Maria del Lago Abruzzo

Chiesa di Santa Maria del Lago Moscufo Abruzzo

 

Come arrivare alla Chiesa di Santa Maria del Lago a Moscufo (PE)


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Arte Sacra in Abruzzo: Chiesa di Santa Maria della Tomba

Arte Sacra in Abruzzo: Chiesa di Santa Maria della Tomba

La Chiesa di Santa Maria della Tomba, a Sulmona (AQ), venne edificata sui resti di un antico tempio pagano nel corso del 200. Nel 1960, con il suo restauro la Chiesa fu riportata all’aspetto medievale.

La raffinata facciata di questo luogo sacro si presenta con un portale dallo stile tardo gotico e da un  rosone del 1400. Leggenda vuole che il termine “della Tomba” provenga dal sepolcro del tempio romano, oppure dalla stessa Domus del poeta romano Publio Ovidio Nasone.

Nei primi anni del 1400, vicino alla chiesa sorse un ospedale, divenuto poi casa di alloggio per pellegrini, quindi teatro, seminario e, durante la Seconda Guerra Mondiale, stalla per le truppe tedesche. Attualmente c’è la sede della Casa Canonica e delle opere parrocchiali.

Tre navate caratterizzano l’interno della chiesa, suddivise da colonne robuste e, sulle pareti, affreschi datati tra il XIV e il XVI secolo.

Santa Maria della Tomba Interno

Da ammirare all´interno della chiesa un crocifisso ligneo del XVII secolo, un rilievo murato del XIII secolo che rappresenta Adamo ed Eva,  una statua rinascimentale in terracotta, che raffigura la Madonna con il Bambino e una campana del 1314 realizzata da Bartolomeo da Pisa, proveniente dal campanile della chiesa di Santa Lucia.

La Chiesa di Santa Maria della Tomba è la sede della Confraternita di Santa Maria di Loreto, da molti conosciuta per l’organizzazione e la cura della processione della “Madonna che scappa in piazza“, tradizionale rito che si tiene nel giorno di Pasqua e rievocazione narrativa dell’incontro tra la Madre di Gesù e il Cristo risorto. All’interno della cappella sono esposte le statue che prendono parte all’evento: la Vergine, Cristo, San Pietro e San Giovanni.

madonna che scappa

Dopo il terremoto di L’Aquila del 2009 la chiesa è stata nuovamente oggetto di lavori di consolidamento murario e restauro conservativo mirati a migliorarne la risposta sismica grazie all’inserimento di tiranti e imperniature metalliche nelle murature dell’edificio.

Come arrivare alla Chiesa di Santa Maria della Tomba

Arte Sacra in Abruzzo: Abbazia di San Giovanni in Venere – Fossacesia (Ch)

Arte Sacra in Abruzzo: Abbazia di San Giovanni in Venere – Fossacesia (Ch)

L’Abruzzo, con la sua particolare geomorfologia, ha accolto nella sua regione santi, eremiti e briganti, che hanno lasciato il loro segno e modificato morfologicamente il territorio.

Ne è un esempio l’Abbazia di San Giovanni in Venere, nel territorio di Fossacesia, in provincia di Chieti, imponente e incantevole edificio situato sulla sommità di una collinetta alberata.

Venne costruita in un luogo solitario a pochissimi chilometri dal centro abitato,  a picco su quell’insenatura conosciuta come  il “Golfo di Venere”, vicino alla foce del fiume Sangro.

Da ritrovamenti archeologici si suppone che questo luogo sacro sia stato eretto sui ruderi di un tempio pagano dedicato a Venere Conciliatrice.

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Non si hanno dati certi sulla fondazione dell’Abbazia di San Giovanni in Venere, ma esistono dei precisi riferimenti storici che fanno risalire al 973 l’inizio della sua fase di costruzione fino al 1200 circa dove raggiunse il suo culmine con l’abate Oderisi II il Grande.

Il periodo di maggior splendore economico e culturale di questo luogo sacro fu tra il X e l’XI secolo nel quale il terzo abate Monastico, Oderisio I fece allestire una fiorente e ricca biblioteca, un’ottima scuola retta dai confratelli; fortificò, attraverso fossati, torri e mura la chiesa, costruì ospedali ed officine, ma soprattutto, fondò la cittadina di Rocca San Giovanni, che  divenne, in breve tempo il più fiorente ed opulento possedimento della badia.

Questa costruzione lascia il segno con il suo grande Portale della Luna circondato da lastre di marmo bianco scolpite a rilievo che raccontano la vita del Battista.

Portale della Luna San Giovanni in Venere

Credit foto: www.aligre-cappuccino.fr

Internamente la chiesa presenta tre navate che terminano con absidi, pilastri quadrati che dividono la struttura al di sopra dei quali si trovano archi strutturati ad ogiva e a tutto sesto.

Un arco trionfale a sesto acuto delimita il presbiterio, sotto il quale si stende la cripta, suddivisa da colonne appartenenti all’antico tempio di Venere.

All’interno della chiesa si possono ammirare diversi affreschi molto interessanti. Nell’affresco di destra è rappresentato Cristo benedicente in trono tra i santi Pietro e Paolo, Giovanni Battista e Giovanni evangelista. Nell’affresco centrale, Cristo fra i santi Giovanni Battista e Benedetto, la Madonna in trono con il Bambino fra i santi Michele e Nicola di Bari, mentre nell’affresco di sinistra Cristo in trono fra i santi Vito e Filippo.

Di particolare interesse c’è il chiostro formato da una galleria di ventinove trifore divise da colonnine con capitelli decorati in vario modo.

chiostro abbazia-di-san-giovanni

I tre lati del chiostro si congiungono al grande arco gotico del campanile sotto la cui campata è posto un sarcofago proveniente da scavi eseguiti nella zona circostante.

Come arrivare all’Abbazia di San Giovanni in Venere: