Arte Sacra in Abruzzo: Chiesa di Santa Maria della Tomba

Arte Sacra in Abruzzo: Chiesa di Santa Maria della Tomba

La Chiesa di Santa Maria della Tomba, a Sulmona (AQ), venne edificata sui resti di un antico tempio pagano nel corso del 200. Nel 1960, con il suo restauro la Chiesa fu riportata all’aspetto medievale.

La raffinata facciata di questo luogo sacro si presenta con un portale dallo stile tardo gotico e da un  rosone del 1400. Leggenda vuole che il termine “della Tomba” provenga dal sepolcro del tempio romano, oppure dalla stessa Domus del poeta romano Publio Ovidio Nasone.

Nei primi anni del 1400, vicino alla chiesa sorse un ospedale, divenuto poi casa di alloggio per pellegrini, quindi teatro, seminario e, durante la Seconda Guerra Mondiale, stalla per le truppe tedesche. Attualmente c’è la sede della Casa Canonica e delle opere parrocchiali.

Tre navate caratterizzano l’interno della chiesa, suddivise da colonne robuste e, sulle pareti, affreschi datati tra il XIV e il XVI secolo.

Santa Maria della Tomba Interno

Da ammirare all´interno della chiesa un crocifisso ligneo del XVII secolo, un rilievo murato del XIII secolo che rappresenta Adamo ed Eva,  una statua rinascimentale in terracotta, che raffigura la Madonna con il Bambino e una campana del 1314 realizzata da Bartolomeo da Pisa, proveniente dal campanile della chiesa di Santa Lucia.

La Chiesa di Santa Maria della Tomba è la sede della Confraternita di Santa Maria di Loreto, da molti conosciuta per l’organizzazione e la cura della processione della “Madonna che scappa in piazza“, tradizionale rito che si tiene nel giorno di Pasqua e rievocazione narrativa dell’incontro tra la Madre di Gesù e il Cristo risorto. All’interno della cappella sono esposte le statue che prendono parte all’evento: la Vergine, Cristo, San Pietro e San Giovanni.

madonna che scappa

Dopo il terremoto di L’Aquila del 2009 la chiesa è stata nuovamente oggetto di lavori di consolidamento murario e restauro conservativo mirati a migliorarne la risposta sismica grazie all’inserimento di tiranti e imperniature metalliche nelle murature dell’edificio.

Come arrivare alla Chiesa di Santa Maria della Tomba

Grotte di Stiffe

Grotte di Stiffe

Le Grotte di Stiffe sono una risorgenza carsica attiva situata nell’omonima località del Comune di San Demetrio Ne’ Vestini in provincia dell’Aquila, ricomprese nel Parco regionale naturale Sirente-Velino.

Si sono formate grazie alla presenza di un fiume sotterraneo che fuoriesce in superficie e che nel corso dei secoli ha modellato la roccia creando delle cavità.

All’inizio del ‘900 il corso d’acqua fu sfruttato per la realizzazione di una centrale idroelettrica, smantellata nel 1956 quando iniziarono le spedizioni di speleologi italiani e stranieri che, nel corso degli anni, hanno esplorato le grotte e dato l’input alla creazione dei percorsi turistici che non coprono l’intera area: insistono, infatti, zone ancora inesplorate e parzialmente aperte al pubblico.

L’ingresso alle Grotte di Stiffe è visibile anche da lontano, in corrispondenza di una vera e propria spaccatura nella montagna.Grotte di Stiffe Abruzzo

Il percorso turistico nelle Grotte di Stiffe ha una durata di circa un’ora e, durante il cammino, si incontrano diverse cavità definite “sale” che si susseguono una dopo l’altra.

Si passa, quindi, dalla “Sala del Silenzio” dove il fiume si prosciuga e l’ambiente è privo del suono dell’acqua, alla “Sala della Cascata” che scende dalla parete ed è visibile da una scalinata  che offre un punto di osservazione unico ed affascinante. Proseguendo il percorso si accede alla “Sala del Lago Nero” dove l’ambiente è di nuovo silenzioso ed un po’ buio: è qui che incontriamo “Le Concrezioni”, ossia le stalattiti e le stalagmiti che creano quei colpi d’occhio così particolari e stupefacenti tipici delle grotte carsiche. Successivamente la sala diventa più grande ed una vasta distesa d’acqua (il Lago Nero) si estende in quella che è una delle parti di origine più antica dell’intero complesso.

Risalendo il percorso si giunge all’ultima porzione delle Grotte di Stiffe ed ad una cascata che, con una gettata di oltre venticinque metri, si tuffa direttamente in un laghetto: il suono dell’acqua è decisamente rimbombante, questa porzione finale ha un impatto visivo decisamente spettacolare.

Le Grotte di Stiffe sono uno dei siti turistici più visitati della Regione Abruzzo ed innumerevoli sono le iniziative culturali che animano questo piccolo paradiso naturale: immaginate soltanto all’allestimento del presepe vivente e a quanto deve essere bello trovare il paesaggio di Betlemme e la Natività all’interno di questo scenario unico e pazzesco!

A seguito del sisma dell’Aquila del 2009, le Grotte di Stiffe sono state chiuse al pubblico per un’esigenza di precauzione, Ma dopo accurati controlli e verifiche sono state riaperte alle visite nel 2011.

Considerando che l’intero complesso delle Grotte di Stiffe è, a tutt’oggi, ancora parzialmente esplorato, tutto questo può far presagire che in un futuro prossimo magari altre suggestive aree potrebbero essere aperte e visitate, per regalarci squarci su quelle meraviglie che l’Abruzzo ci offre anche sotto la sua terra.

Come arrivare alle Grotte di Stiffe:

Da Nord: dall’autostrada A14 seguire la direzione Ancona, uscire a Teramo/Giulianova/Mosciano Sant’ Angelo, proseguire in direzione L’Aquila, imboccare l’autostrada A24, uscire a L’Aquila Est, prendere la SS 17 in direzione di Pescara, percorrerla fino alle indicazioni per San Demetrio ne’ Vestini (SR 261).

Da Sud: dall’autostrada A14 seguire la direzione Pescara, continuare in direzione Roma, prendere l’autostrada A25, uscire a Bussi/Popoli, seguire le indicazioni per L’Aquila, continuare sulla SS 5 e poi sulla SS 153 in direzione L’Aquila, prendere la SR 261 seguendo le indicazioni per San Demetrio ne’ Vestini.

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Per le vie del Borgo: Rivisondoli (AQ)

Per le vie del Borgo: Rivisondoli (AQ)

Il paese di Rivisondoli (AQ) è un antico borgo fortificato, un tempo racchiuso tra imponenti mura. E’ situato alla base del Monte Calvario, tra l’altopiano delle Cinque Miglia e quello di Roccaraso.

Dopo il devastante incendio del 1792, l’attuale aspetto della cittadina è prettamente di carattere storico-artistico ottocentesco. Alcuni resti a testimonianza delle antiche fortificazioni sono ancora visibili presso Porta Antonetta, caratterizzata dai tipici piombatoi.

Da visitare sono la Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, ricostruita nei primi anni del ‘900 nello stesso luogo su cui sorgeva quella antica, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio con il suo portale dalle volte barocche ed il Santuario di Santa Maria della Portella a cui è rivolta una particolarissima devozione popolare. Altro luogo di interesse è la Chiesa di Sant’Anna, cappella del Palazzo Baronale, con il suo pregevole altare barocco realizzato in stucco.

Fra gli altri edifici di valore storico-architettonico, molte sono le case ed i palazzi settecenteschi: sono opere di pregio caratterizzate da portali con elementi anche molto particolari, incorniciati da fregi in pietra finemente lavorata e in alcuni casi anche da “vignali“, tipici pianerottoli con scala prospicienti l’ingresso.

Data la posizione geografica, Rivisondoli è una rinomata località di turismo sia estivo che invernale, è base di partenza per le escursioni sciistiche nel comprensorio di Roccaraso.

Ma ciò che l’ha resa famosa anche a livello internazionale è la Sacra Rappresentazione del Presepe Vivente che ha luogo il 5 Gennaio di ogni anno: l’intero borgo è scena della venuta del Salvatore, la popolazione tutta è coinvolta in quella che è certamente una delle manifestazioni abruzzesi di maggior rilevanza.
Il Comitato Presepe si è reso promotore di molteplici iniziative di carattere culturale, prima tra tutte l’allestimento di un Museo dell’Arte Presepale, oltre ad aver creato un piccolo ma interessantissimo Museo del Costume.

Quando vi recherete a visitarla, vi consigliamo di assaggiare il tradizionale pane casereccio locale preparato con lievito naturale e patate e le deliziose ciambelle di San Biagio.

Come arrivare a Rivisondoli:

Da Nord: Dall’autostrada Adriatica A14 in direzione di Ancona, seguire la direzione Roma, prendere l’autostrada A 25, uscire a Bussi/Popoli, seguire le indicazioni per L’Aquila, continuare sulla SS 17, attraversare Popoli, proseguire sulla SS 84 in direzione di Rivisondoli.

Da Sud: Dall’autostrada A14 seguire la direzione Pescara, prendere l’autostrada A 16 in direzione Benevento, continuare per il raccordo RA 9 e a Benevento proseguire sulla SS 88, uscire in direzione Campobasso, prendere la SS 17 in direzione di Castel di Sangro, proseguire per la SR 84 in direzione di Rivisondoli.

Per le vie del borgo: Opi (AQ)

Per le vie del borgo: Opi (AQ)

Opi (AQ) è un piccolissimo centro che sorge all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Rientra nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”. Pur essendo un paese piccolissimo, ha dalla sua il dono di un fascino straordinario.

Situato su uno sperone roccioso, la sua posizione d’altura (1250 mt s.l.m.) lo rende un posto incantato dove il tempo pare che si sia fermato.
Dai due punti panoramici – il Belvedere La Foce ed il Belvedere di Piazza dei Caduti – è possibile bearsi di suggestivi scorci di paesaggio sui diversi versanti dell’alta Valle del Sangro. Ottimo punto di partenza per escursioni in tutte le stagioni, d’inverno offre anche la possibilità di fare sci di fondo.

I resti della necropoli nella Val Fondillo dimostrano che le origini di Opi sono molto antiche. Al confine tra le terre dei Marsi e dei Sanniti, il suo nome potrebbe esser stato dedicato alla dea dell’abbondanza Ope, oppure potrebbe derivare dal latino Oppidum, ossia “castello fortificato”.

Visitando Opi ci imbatteremo nel seicentesco Palazzo del Municipio, nella splendida Torre Campanaria, scopriremo la Chiesa di S. Maria Assunta e la Cappella di S. Giovanni Battista (dal “sobrio barocco abruzzese”).

Una particolarità di Opi è certamente il suo clima, freddo in inverno e fresco d’estate: è uno dei centri abitati più piovosi e nevosi dell’Abruzzo, oltre ad essere tra quelli con la temperatura media annuale tra le più rigide della nostra regione. Ciò nonostante, Opi è un luogo di villeggiatura molto frequentato sia d’estate che d’inverno.

A 7 km da Opi si trova la Riserva Naturale della Camosciara, lo spettacolare anfiteatro naturale, la zona di Riserva Integrale che è uno dei luoghi più frequentati dal turismo del Parco.

Riserva Naturale della Camosciara

Credit foto: www.camosciara.com

Tutte queste peculiarità rendono Opi un posto da visitare assolutamente, l’ennesima imperdibile occasione per scoprire e riscoprire le tante meraviglie che l’Abruzzo è in grado di offrire agli occhi di chi vorrà conoscerlo e, conseguentemente, amarlo perdutamente e per sempre.

Come arrivare ad Opi:

Da Nord: Dall’autostrada Adriatica A14 seguire la direzione Ancona, continuare in direzione Roma, prendere l’autostrada A 25, uscire a Pescina, proseguire per Pescina, Pescasseroli percorrendo la SR 83, svoltare sulla SP 16 in direzione Opi.

Da Sud:Dall’autostrada A14 seguire la direzione Pescara, a Bari Nord immettersi sull’autostrada A 16 in direzione Benevento, continuare per il raccordo RA 9 e a Benevento prendere la SS 88, uscire in direzione Campobasso, prendere la SS 17 in direzione di Castel di Sangro, proseguire per Alfedena percorrendo la SS 83, svoltare sulla SP 16 in direzione Opi.

Da L’Aquila: Percorrere la SS 17 in direzione della SS 5BIS per Avezzano/Rocca di Mezzo, proseguire per Ovindoli, San Potito, Celano, a San Benedetto dei Marsi continuare sulla SP 22A per Ortucchio, proseguire per Pescasseroli percorrendo la SR 83, svoltare sulla SP 16 in direzione Opi.

Per le vie del borgo: Pacentro (AQ)

Per le vie del borgo: Pacentro (AQ)

Pacentro è situato su un rilievo collinare che domina la Valle Peligna e rientra nel circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Il suo centro storico è antico e ben conservato, dominato dalle torri dell’imponente Castello Cantelmo-Caldora: il complesso, costituito da torri quadrate, rivestì in passato un ruolo strategico fondamentale per la difesa ed il controllo del territorio. Nel corso degli anni, numerosi sono stati gli interventi di recupero; è attualmente visitabile su prenotazione.

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Castello Cantelmo Caldora – Credit foto: www.mondimedievali.net

In Piazza del Popolo, davanti alla fontana barocca, c’è la maestosa Chiesa di Santa Maria Maggiore (o della Misericordia) dall’imponente facciata in pietra: di origine quattrocentesca, si caratterizza per il campanile a base quadrata decorato da quattro bifore (uno dei più alti tra quelli presenti nella zona), per le decorazioni dei soffitti e per le pregevoli opere lignee conservate al suo interno come il pulpito settecentesco e l’organo.

Meritano una visita la Chiesa dell’Immacolata del Convento dei Minori Osservanti con il suo chiostro decorato da affreschi seicenteschi e la Chiesa di San Marcello, la più antica del paese, risalente al secolo XI.

Tra le vie di questo borgo, è possibile imbattersi nelle vecchie botteghe dei ramai, dei falegnami e di altri artigiani tuttora in attività per la produzione di statuette di terracotta o dei tipici costumi tradizionali abruzzesi.

Lungo il percorso che conduce al castello, sono conservati tre antichi forni a legna, uno dei quali, grazie alle sue particolari caratteristiche ed alle sue nicchie per la seduta, veniva utilizzato anche per la cura dei reumatismi.

La prima domenica del mese di Settembre, si rinnova la tradizionale “Corsa degli Zingari” o “degli Scalzi”, di origine molto antica, risalente probabilmente all’epoca dei Peligni. Tra sacro e profano, si svolge una corsa a piedi scalzi tra sentieri e percorsi accidentati, dalla montagna fino ad arrivare alla Chiesetta della Madonna di Loreto per rievocare la sua apparizione miracolosa e gettarsi sanguinanti davanti al suo altare.
Il vincitore, dopo le medicazioni, viene portato in trionfo e riceve in premio un Palio di Stoffa simbolo del suo valore.

Nel mese di agosto si svolgono le caratteristiche “Sagra della Polta” (tipico piatto a base di cavoli, patate e fagioli) e la rievocazione storica del “L’arrolamento della gente d’arme”.

Nel periodo natalizio, molto suggestivo è il Presepe Vivente organizzato per le vie del borgo.

Come arrivare a Pacentro:

Autostrada A24/A25 RM-PE: uscita Pratola Peligna-Sulmona/ proseguire in direzione Sulmona/ Pacentro da Napoli:

Autostrada A1 NA-RM: uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ Pacentro

Per le vie del borgo: Pettorano sul Gizio (AQ)

Per le vie del borgo: Pettorano sul Gizio (AQ)

Pettorano sul Gizio è un comune abruzzese in Provincia de L’Aquila, adagiato sul Colle della Guardiola che si affaccia sull’omonimo fiume. Antico borgo fortificato medievale, è ancora oggi caratterizzato da cinque porte di accesso.

In posizione dominante, ai margini del centro, sorge il Castello Cantelmo, strategico presidio della Valle Peligna, dal quale svetta l’imponente torre pentagonale: grazie ad un recente recupero strutturale, oggi questo presidio ospita un interessante Museo dedicato alla storia ed alle tradizioni del territorio.

Pettorano sul Gizio Castello Cantelmo

Credit foto: comunivirtuosi.org

Nel cuore del borgo troviamo la Chiesa Matrice di San Dionisio ed il Palazzo Ducale. Vero gioiellino è la Piazza Rosario Zannelli, un tempo cortile del Palazzo: la sua fontana cinquecentesca e la scala esterna con la loggetta, offrono uno scorcio romantico e suggestivo.

Pettorano sul Gizio Piazza Rosario Zannelli

Credit foto: www.comune.pettorano.aq.it

 

Il borgo è animato e vitale durante tutto l’anno. Oltre al ricchissimo cartellone estivo, numerose sono le iniziative di carattere culturale che si svolgono all’interno della prestigiosa location del Castello: convegni, rassegne, mostre, Pettorano sul Gizio può vantare un’attività decisamente vivace.

Strizzando l’occhio anche agli amanti del trekking, è possibile trovare numerosi sentieri e rifugi montani che permettono escursioni di grande interesse naturalistico. Attraverso lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta, si potrà scoprire un territorio davvero sorprendente.

Lungo il corso del fiume Gizio, si trovano diversi mulini ad acqua e gualchiere, gli antichi edifici con i macchinari per la produzione della lana e della carta: uno di essi è stato trasformato nel Museo di Archeologia Industriale.

pettorano-sul-gizio_mulino

Credit foto: comunivirtuosi.org

 

Appuntamento imperdibile a Pettorano sul Gizio per gli amanti della buona tavola è la Sagra della Polenta “Rognosa”, evento che si ripete ogni prima domenica del Mese di Gennaio: in uno scenario incantato (perché solitamente il borgo è innevato) sarà possibile gustare il tipico piatto da gustare a fettone tagliate col filo di refe, oltre ad altri tipici prodotti locali come le pizzelle, le crustole, piatti di mugnoli e cazzarielli, il tutto accompagnato dal vino della Valle Peligna.

Come arrivare a Pettorano sul Gizio:

Da Nord e da Sud: Dall’autostrada Adriatica A14 (nord in direzione di Ancona; sud in direzione Pescara), seguire le indicazioni per Roma, prendere l’autostrada A 25, uscire a Bussi/Popoli, seguire le indicazioni per L’Aquila, continuare sulla SS 17, attraversare Popoli e svoltare in direzione di Pettorano sul Gizio.

Da L’Aquila: Percorrere la SS 17 in direzione di Pescara, proseguire sulla SS 153 in direzione di Navelli, continuare sulla SS 17, attraversare Popoli e svoltare in direzione di Pettorano sul Gizio.