Salsicce sott’olio e sotto strutto

Salsicce sott’olio e sotto strutto

Diamo per scontato che tutti mangino il pane con la salsiccia, che ognuno di noi da bambino lo abbia ricevuto a colazione o a merenda.

Invece, quella di riporre le salsicce sott’olio o sotto strutto, è una tipicità tutta abruzzese.

SALSICCIA OLIOIl procedimento prevede l’utilizzo di parti di spalla, collo, pancetta e coscia del maiale, dissanguate, scotennate, disossate e opportunamente pulite. Alla carne viene aggiunta una parte di grasso, in misura del 20% circa della quantità complessiva. La carne ed il grasso vengono finemente macinate ed impastate a mano, con l’aggiunta di sale, pepe ed altri aromi come il finocchietto selvatico, la buccia d’arancia tritata o il peperone.

L’impasto viene lasciato insaporire per qualche ora.

Nel frattempo, vengono accuratamente lavate le budella (che serviranno per insaccare la carne) con l’ausilio di aceto e limone; questo procedimento viene ripetuto più volte per garantire lo sgrassaggio ed una perfetta pulizia.

Successivamente, l’impasto ormai insaporito, viene insaccato nei budelli, avendo cura di non far entrare aria, legando a mano con lo spago le salsicce che avranno una dimensione di circa 12 cm di lunghezza e 4 di diametro. Il prodotto viene fatto essiccare per un paio di settimane in luogo caldo, in seguito viene trasferito in zone più fresche.

salsiccia strutto

Raggiunta l’adeguata consistenza, le salsicce vengono riposte in vasi di vetro colmi di olio evo, oppure con lo strutto di maiale, ottenuto ancora oggi lasciando sciogliere a fuoco lento le parti grasse dell’animale.

Al riparo dalla luce, le salsicce così conservate durano a lungo e si possono consumare per tutto l’anno, per la famosa merenda o per squisite bruschette da accompagnare con un corposo e buon bicchiere di vino rosso.


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Il Pane “Galluccio” e il Pane Cotto

Il Pane “Galluccio” e il Pane Cotto

Oggi vi proponiamo due antichissime ricette abruzzesi di recupero, in particolare della tradizione teramana, basate sull’utilizzo dell’alimento per definizione: il pane.

La povertà non ha mai impedito di poter realizzare gustosissime pietanze con il poco che si aveva ed anche il pane secco, o raffermo, poteva essere impiegato in svariati modi.  Poteva essere grattugiato e tenuto da parte per le panature, oppure veniva cotto in due modi per realizzare i piatti che vi andiamo a presentare e che sostituivano degnamente una cena.

Pane “Galluccio”

Ingredienti:

  • Pane secco 1 kg
  • Olio e.v.o.
  • Rosmarino
  • Acqua
  • Sale
  • Aglio
  • Peperoncino

Ridurre il pane in pezzi tagliati piuttosto grossolanamente. In una pentola con bordo alto (ideale quella con cui si cuoce la pasta) far soffriggere l’aglio con l’olio, aggiungere 2/3  abbondanti bicchieri d’acqua, il sale ed il rosmarino.

Immergere il pane e far sobbollire un po’, in modo tale che si inzuppi per bene. Servire caldo.

Pane cotto

Ingredienti:

  • Pane secco a volontà
  • Acqua
  • ½ bicchiere di olio e.v.o.
  • 1 cipolla grande
  • Sale
  • Pecorino grattugiato

Ridurre il pane in pezzi tagliati piuttosto grossolanamente. Tritare la cipolla e farla soffriggere nell’olio.

Aggiungere 2/3 bicchieri di acqua ed il sale. Appena inizierà a bollire, unire il pane, far cuocere per qualche minuto in modo che si inzuppi, cospargere di abbondante pecorino grattugiato e servire subito caldissimo.

 

Queste ricette base, vantano innumerevoli varianti. Ne conoscete qualcuna? Raccontatecela.

Il pane si presta a molteplici rielaborazioni e ad un consumo oculato, specialmente quando è ottenuto da farine pregiate come quella di solina. In questo articolo lo chef Peppino Tinari ci ha raccontatto come ha riscoperto un’antica ricetta e ha realizzato gnocchi di pane di solina