Il compare a fiore (Lu Cumbare a Fiur’)

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“Gli amici sono la famiglia che scegliamo per noi stessi”

Il 24 Giugno è la festa di San Giovanni Battista e coincide con il solstizio d’estate, momento in cui la natura è nel suo splendore massimo ed offre uno spettacolo visivo che è una vera e propria esplosione di colori, con la vegetazione vigorosa e rigogliosa.

La cultura popolare legava a questo periodo dell’anno tutta una serie di antichi riti come quello dei falò o della raccolta di erbe “magiche” con proprietà curative. Ma quello più delicato andava ad accarezzare la sfera dei sentimenti, di uno in particolare, forse ancor più nobile dell’amore: l’amicizia.

Nel giorno di San Giovanni ricorreva un vero e proprio cerimoniale che andava a celebrare l’affetto, la stima e l’amicizia che si provavano nei confronti di un’altra persona per creare legami di comparatico, consacrando al Santo rapporti che diventavano forse superiori all’essere fratelli o sorelle.Il compare a fiore_lu ramajette

Il 24 Giugno si sceglieva una persona con cui si avvertiva un legame particolare per renderla “Compare a Fiore” (“Lu Cumbare a Fiur’”). Quindi, al futuro “compare” o alla futura “commara” veniva donato (fatto consegnare, generalmente, da ragazzi) un mazzo di fiori di campo “Lu Ramajette”,  confezionato con altri doni.

Di solito, non mancavano mai:

  • l’immaginetta sacra di San Giovanni
  • il fazzoletto ricamato
  • il biglietto con gli auguri
  • gli ornamenti per i capelli come la pettinessa, il fermatuppo o il ferretto d’osso, oppure la veletta di pizzo per coprirsi il capo durante le celebrazioni  liturgiche (per le donne)
  • una boccetta di profumo
  • dolci

Il messaggero consegnava il mazzolino al destinatario indicando il nome di chi l’aveva inviato. L’accettazione del dono, comportava di per sé l’impegno al comparaggio.

Il successivo 29 Giugno, nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, il prescelto suggellava definitivamente il rapporto rispondendo con l’invio di un altro Ramajette (di norma ancor più ricco di quello ricevuto) a chi era ormai suo compare.

Il “Compare a Fiore” era diffusissimo tra ragazze e un po’ meno tra uomini, probabilmente a causa del maggior pudore maschile nel mostrare i sentimenti ed a quella apparente ruvidezza che hanno gli abruzzesi, che sono dei finti burberi.

I bambini, invece, del tutto privi dei filtri emotivi degli adulti, avevano un sistema tutto loro per diventare “cumbare” e “cummare”: senza utilizzare “lu ramajette”, stringendosi reciprocamente il mignolo della manina, recitavano la filastrocca che li rendeva uniti per la vita.

Non sarebbe bello recuperare quest’antica tradizione? In diversi comuni abruzzesi lo stanno facendo i giovani, organizzando delle vere e proprie “feste di comparaggio 2.0”. In una società dominata dal virtuale, forse comincia a sentirsi il bisogno di stringersi la mano e di abbracciarsi, di ricevere quella pacca sulla spalla, di contatto fisico vero, di percepire l’affetto della vera famiglia che ci siamo scelti: gli amici.

A Torricella Sicura, in provincia di Teramo il 24 Giugno si tiene la festa de “Lu San Giuvanne a fiure” dedicata alla tradizione del “comparatico di S. Giovanni”

CUMPARE A FIURE_evento

Il compare a fiore (Lu Cumbare a Fiur’)
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