Intervista a Giuseppe Vagnozzi

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DMC Hadriatica Abruzzo teramoUna bella conversazione per parlare d’Abruzzo, concentrata sulla materia del turismo e della promozione,  per ascoltare le parole esperte di un uomo che dedica quasi ogni attimo della sua vita al lavoro, nelle sale del suo hotel. Chi ha l’amore per la terra d’Abruzzo nel sangue, si riconosce da lontano e spicca tra molti, come Giuseppe Vagnozzi presidente della Dmc “Hadriatica” Destination Management Company. Si tratta di una struttura ben organizzata che si occupa di vendere e promuovere i prodotti turistici locali del territorio a cui si riferisce. Infatti l’Hadriatica comprende una vasta area riconducibile alla parte nord della Provincia di Teramo, che va da Martinsicuro a Mosciano Sant’Angelo e fino a Sant’Egidio alla Vibrata.

Il presidente Giuseppe Vagnozzi ci ha cortesemente accolti in una delle eleganti sale dell’hotel Villa Elena di Tortoreto per iniziare una interessante e amichevole chiacchierata incentrata sui principali caratteri turistici della nostra splendida Regione.

Parliamo dell’attuale situazione economica, qual è la posizione del mercato turistico abruzzese?

E’ positiva se vista nella sua negatività. L’Abruzzo oggi è un brand turistico, nelle rotte commerciali, alquanto inesistente. I prodotti mare oppure montagna non hanno assolutamente indici giusti e non producono quel fatturato rilevabile, o che possa in ogni caso, suscitare interesse a chi del turismo ne fa flussi, ovvero i grossisti del turismo. In questa negatività, l’aspetto positivo è che tutte le attività e le energie sono state messe in campo. L’Abruzzo lo possiamo definire come un cantiere, proprio per la miriade di iniziative aperte, queste non possono che operare e dare risultati nel segno positivo. Non abbiamo delle posizioni da mantenere, abbiamo un brand da dover sviluppare, in parte costruire.

Che rapporto hanno le associazioni di categoria, come gli albergatori, con tutto ciò che concerne il territorio sotto il profilo turistico?

Certamente diamo merito agli albergatori per l’ospitalità che viene offerta al turista, che poi riflette anche il carattere tipico dell’”abruzzesità” ed è così che la categoria, mostra il suo patrimonio genetico, proprio con la gentile ospitalità. Noi albergatori siamo avvantaggiati e il nostro ambiente non è affatto ostile. Già con questa caratteristica possiamo fare turismo. Poi gli operatori turistici rientrano nella fascia delle Pmi e sono aziende, la maggior parte di famiglia, che al contrario di tante industrie non possono delocalizzare per gestire al meglio i propri proventi. I nostri capitali sono qui, quindi dobbiamo continuare a resistere, a cavalcare questa contrazione economica, facendo e imponendoci sul mercato con tutto ciò che sappiamo fare. E lo sappiamo fare bene.

Dmc Hadriatica

La crisi ha portato inevitabilmente a fare una selezione?

La crisi ha portato a far valere e ad evidenziare il rapporto qualità-prezzo. Il nostro brand, il nostro prodotto è riuscito a mantenere le sue posizioni in un momento di contrazione economica perché il mercato si è fatto più attento e critico nella spesa. I nostri clienti sono famiglie che hanno fatto del prodotto turistico una necessità. Gravitare intorno alla sfera delle necessità significa che non si fa a meno della settimana di vacanza. Quindi ci siamo targettizati su questa fascia di clientela che chiaramente è attenta, oggi più che ieri, al rapporto qualità-prezzo. Ciò che si spende qui in una settimana, in altre parti si spende per tre giorni. Stiamo vendendo un prodotto alla portata del consumatore e a prova di crisi.

Com’è cambiato il turista?

Il turista è più attento perché la vacanza è diventata un investimento. Sono finiti i tempi delle vacche grasse per tutti e quando si tratta di tirare la cinghia, si iniziano a guardare “gli euri” e di conseguenza si analizza l’offerta in maniera più dettagliata. Sicuramente la grande svolta è stata la rete, la vera crescita nell’offerta è la rete. Infatti, oggi il cliente sa tutto di tutti soltanto con un clic, mentre prima, circa dieci anni fa, ancora telefonava per chiedere informazioni. L’aumento dell’uso della reta ha sicuramente elevato la competitività del prodotto turistico alberghiero e il prodotto teramano ha saputo governare l’innovazione e non subirla.

 Cosa manca agli imprenditori abruzzesi per fare un passo in più nel mercato internazionale?

All’imprenditore non manca nulla, ha dimostrato tanto, in tutto il territorio d’Abruzzo ed è riuscito a tenere il passo con l’innovazione, seppure con margini risicati o con alti indebitamenti. Le aziende hanno dimostrato di essere costanti, tenaci e di essere aggiornate. Se entriamo nel merito della realtà abruzzese e teramana, vantiamo strutture a norma, una reputazione nella rete degna dei migliori imprenditori che operano nelle grandi destinazioni e abbiamo messo in campo la nostra pelle perché crediamo in quello che facciamo.

Enogastronomia Abruzzo

Quali sono le categorie enogastronomiche che meglio descrivono le eccellenze d’Abruzzo?

Sicuramente i piatti della tradizione. L’Abruzzo vanta dei prodotti del settore agroalimentare ed enogastronomico esclusivi e che orbitano intorno ai principi delle eccellenze. L’unico problema è che sono prodotti di aziende che entrano nella fascia delle piccole e medie imprese e per farle conoscere a livello internazionale, con una certa risonanza, hanno la necessità di mettere in campo tante energie e tante risorse quindi da soli non possono emergere o spiccare in un mercato a prova di clic. Poi nello specifico, penso che le eccellenze d’Abruzzo possano essere descritte pensando alla chitarra teramana, alle mazzarelle, all’agnello cacio e ove e ancora il timballo, gli arrosticini e la pizza dolce. Il timballo è un piatto decisamente interessante perché la ricetta originale non prevedeva l’uso delle verdure, ma c’era l’uovo sodo, altri formaggi, oltre alla mozzarella che comunque era in minima parte e si serviva come fosse una torta. Veniva cotta nella pentola smaltata e una volta pronta si lasciava raffermare. Infine, veniva tagliata a spicchi e servita tipo una torta.

Che progetti ha la Dmc “Hadriatica” nel mercato del turismo enogastronomico?

La buona cucina rappresenta un valido motivo per venire a visitare la nostra Terra ed è obiettivo della Dmc “Hadriatica” farne il nostro cavallo di battaglia, la nostra testa d’ariete. Ci serve per andare ad agire su quelle sfere che targettizzano il nostro prodotto per mezzo delle tradizioni. In passato, la nostra storia, non è stata ben valorizzata, anzi ha avuto dei momenti di diminuzione di valore. La tradizione e le nostre origini devono essere messe in risalto perché è nel nostro passato che troveremo la chiave di volta per affrontare il nostro futuro.

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