Il “Saragolla” (Triticum Turgidum Durum) è una qualità di grano che appartiene alla famiglia del tipo Khorasan, anche detto “Grano dei Faraoni”, data la sua antichissima provenienza dall’Egitto e luoghi limitrofi.

Allo stesso gruppo appartiene anche il Kamut® (Triticum Turgidum Turanicum) che non è il nome della varietà, ma un marchio registrato che è andato erroneamente ad identificare il cereale venduto in tutto il mondo a prezzi decisamente elevati, considerando anche i costi dell’importazione del prodotto dal Canada e dagli Stati Uniti.

E’ lo stesso caso che è avvenuto con la crema di cioccolato spalmabile, ormai identificata con il nome di un celeberrimo prodotto dell’industria dolciaria che tutti conosciamo e che solitamente amiamo mangiare direttamente dal vasetto con il cucchiaino. Pertanto, il Saragolla è una validissima alternativa al suo più conosciuto parente stretto.

La sua coltivazione fu introdotta in Abruzzo fin dal 400 d.C.: accurate fonti storiche ne documentano la presenza sul territorio e ne esaltano la qualità.

Si presenta con un fusto è molto alto, può raggiungere quasi i due metri di altezza, caratteristica che lo ha reso piuttosto sofferente alle intemperie come vento e pioggia, difficile da coltivare e con poca resa. E’ per questo motivo che, a partire dalla fine del diciottesimo secolo, la sua coltivazione è stata drasticamente diminuendo a favore di grani duri di importazione capaci di garantire un’alta produzione in termini meramente quantitativi.

La coltivazione del Saragolla è stata alla fine confinata nella zona collinare del versante adriatico, in provincia di Teramo, dove è sopravvissuta grazie alla sua resistenza ed alla dedizione delle piccole proprietà contadine della zona che ne hanno conservato i chicchi migliori per la semina e per la sua coltivazione senza aiuti chimici.

Dobbiamo quindi ringraziare l’amore dei nostri avi per la terra e per questo nobile grano, riscoperto nei primi

Strampelli in un campo di grano (Fonte Wikipedia)

Strampelli in un campo di grano (Fonte Wikipedia)

anni del ventesimo secolo anche per merito dell’agronomo e genetista Nazareno Strampelli, che dedicò tutta la sua vita allo studio dell’ibridazione delle specie di frumento sulla scia delle teorie di Mendel (lo scienziato è noto anche per la cultivar altamente produttiva denominata “Senatore Cappelli” che porta il nome del Marchese e Senatore abruzzese Raffaele Cappelli che affidò a Strampelli la sua proprietà in Puglia per la coltura sperimentale del grano).

Il Saragolla è un cereale ricco di proteine vegetali, altamente digeribile per la scarsa quantità di glutine che contiene, consigliato dai nutrizionisti per chi soffre di intolleranze alimentari. E’ un prodotto locale che si trova a chilometro zero, è acquistabile direttamente dai produttori della zona, la sua unicità lo rende eccellenza del nostro territorio che va ritrovata e riscoperta.

In tutta la regione Abruzzo ci sono circa una ventina di pastifici che si sono dedicati alla lavorazione della farina di Saragolla, con produzioni di specialità gastronomiche di altissimo livello qualitativo e che continuano a raccontare con impegno e passione la storia di una terra, come poche, ricca di tradizione e sapori.

Saragolla: il grano dei faraoni in Abruzzo
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